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LA MIA ESPERIENZA MISSIONARIA IN PARAGUAY


LA MIA ESPERIENZA MISSIONARIA IN PARAGUAY

Ad un mese dal mio arrivo in Paraguay desidero condividere un po’ della mia esperienza missionaria. Per prima cosa devo dire di aver ricevuto una calorosissima accoglienza da parte delle sorelle malgasce che qui vivono e operano: dopo un viaggio durato circa un giorno e mezzo, all’aeroporto é stato bello vedere volti conosciuti e sorridenti. 
La mia permanenza é caratterizzata dall’impegno delle lezioni di italiano alle suore, anche se in questo sottofondo comunque impegnativo (più per loro che per me) si sono intrecciate innumerevoli altre attività. Anzitutto c’é una netta differenza tra il periodo di Pinasco e quello di Asuncion, due realtà completamente diverse tra di loro.
Il Chaco é una zona notevolmente estesa e poco popolata, difficilmente raggiungibile in auto (soprattutto nel periodo delle piogge) per questo per arrivare a Puerto Pinasco si usa di preferenza il “barco”, un battello a motore che percorre il grande Rio Paraguay. La cosa che mi ha colpito é la portata di questo fiume da cui lo stesso paese prende il nome. (Para=océano gua=verso y=acqua).
Il paesaggio qui é quello della savana, con palme, piante tropicali e steppa. A Pinasco le strade sono prevalentemente sterrate, polverose nel periodo secco e fangose in quello delle piogge.

Qui la natura sembra prevalere sull’uomo, per questo ad esempio nei giorni molto freddi tanti bambini non vengono alla scuola materna o la gente non va in parrocchia. Per noi cosί abituati a programmare e pianificare gli impegni sembra quasi impossibile pensare che quando piove tutto viene rimandato, eppure… asί es! Questo mi ha fatto sentire davvero una piccola creatura, ma consapevole di essere nelle mani del Signore. La natura poi riserva tante altre belle sorpresa come la bellezza dei tramonti, la varietà degli uccelli, i frutti saporiti, ecc.

A Pinasco ho potuto toccare con mano cosa significhi davvero essere in missione, soprattutto per la mancanza di un sacerdote fisso: qui le suore sono il vero punto di riferimento della comunità, sono molto amate e si impegnano a tutti i livelli: dalla scuola materna dove si cerca di integrare bambini indigeni e latini, alla parrocchia dove animano la liturgia, presiedono la celebrazione domenicale, aiutano nella catechesi, pregano per i defunti, fanno corsi di preparazione al matrimonio e al battesimo, organizzano le processioni, sono presenti per portare la parola di Dio nelle devozioni popolari, all’aiuto alla comunità indigena e… “chi più ne ha, più ne metta”. 




In tutto questo mi sono sentita parte attiva perché le suore mi hanno coinvolta: sono andata a cantare con i bambini, ho pregato il rosario nel barrio, ho suonato la chitarra nelle celebrazioni, ho aiutato a distribuire il pranzo nel comedor indigeno e ho fatto la predica domenicale. Ho cercato di mettere a frutto i talenti ricevuti nel campo della lingua, della musica o della cucina. Ho vissuto momenti di festa e di gioia con la gente, soprattutto in occasione del mio compleanno che é stato festeggiato per ben 4 volte!! Qui davvero le persone sanno fare festa: cibo, danze, regali e soprattutto foto!!!

              

 Mi ha colpito molto il fatto che ogni momento della vita liturgica, scolastica, sociale…. viene immortalato ed é impressionante l’uso dei social: qui la maggior parte delle persone, anche le meno abbienti, possiede un cellulare, (poi magari in casa non ha l’acqua corrente). Altra cosa che mi ha colpito di Pinasco é il fatto che nelle strade vedi tante moto (sulla quale viaggiano dalle due alle cinque persone per volta) e tanti animali (cani, asini, mucche, galline) che passeggiano indisturbati.

E’ difficile descrivere i sentimenti e le emozioni di questi giorni e soprattutto impossibile restituire l’affetto e la stima ricevuti dalle sorelle e dai parrocchiani di Pinasco, di cui conserverό nel cuore un profondo ricordo. Per questo mi ha addolorato molto la notizia della morte di Dilsa: una ragazza indigena di soli 13 anni che si é tolta la vita. Chissà cosa é passato nella mente di questa adolescente per arrivare ad un gesto cos¡ estremo… Mi piace ricordarla cos¡ sorridente mentre danza per la festa del mio compleanno, certa che il Signore l’abbia presa tra le sue braccia paterne. 

Dopo Pinasco abbiamo avuto modo di vivere insieme alle due comunità due momento forti: la Conferpar, la settimana di formazione per i religiosi e le religiose del Paraguay e il pellegrinaggio nei luoghi dell’inizio dell’evangelizzazione fatta dai francescani. Nel primo ho avuto modo di vedere uno spaccato di vita ecclesiale di un paese diverso, ma anche di condividere gli stessi ideali e spesso anche i medesimi problemi. Sono stati giorni impegnativi, ma ricchi di stimoli.

Il secondo é stato un vero regalo: poter vedere luoghi di grande bellezza artistica e rendersi conti di come il seme piantato dai figli di San Francesco sia cresciuto e si sia sviluppato nel tempo. Ringrazio soprattutto Carolina che ci ha guidato in questa giornata stupenda.


Adesso ad Asuncion ho ripreso le lezioni di italiano e comincio a conoscere la realtà della città, la vita della parrocchia, le relazioni con i benefattori… c’é ancora tanto da scoprire prima del 12 agosto!

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