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PACE, CREATO E FAMIGLIA: LE SUORE FRANCESCANE APRONO IL CONVENTO ALLA CITTÀ

PACE, CREATO E FAMIGLIA:  LE SUORE FRANCESCANE APRONO IL CONVENTO ALLA CITTÀ Lunedì 18 maggio alle 18, nel convento di via A. Cantoni, un momento aperto a tutta la cittadinanza tra spiritualità francescana, racconti, letture e canti. “Siamo felici di aprire le porte delle Francescane a chiunque abbia a cuore la Pace e il Rispetto, valori indispensabili per approcciarsi alla vita. La tutela dell’Infanzia e del Creato sono missioni strettamente interconnesse perché in entrambe le dimensioni si custodisce il nostro futuro”. Con queste parole Simona Savini, coordinatrice didattica e maestra del Polo d’Infanzia Suore Francescane, presenta l’iniziativa in programma lunedì 18 maggio alle 18 al Convento delle Suore Francescane di via A. Cantoni 52 a Forlì. Accompagnati dalle Suore Francescane, i partecipanti vivranno un momento di riflessione sulla Pace e sul Creato sulle orme di San Francesco d’Assisi. In occasione del Giubileo Francescano sarà inoltre possibile visitare la Cappella Giubi...
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LA REALTA' DI VOHIPENO

LA REALTA' DI VOHIPENO L'8 marzo siamo partite per Vohipeno, la nuova missione che come Congregazione abbiamo aperto qui in Madagascar. Siamo partite con la consapevolezza che non siamo noi a cambiare il mondo, ma è Dio che opera attraverso di noi.  La vita del popolo di Vohipeno, in generale, è profondamente legata alla tradizione, alla fede e alla vita comunitaria. Qui si vive soprattutto di agricoltura, pesca e piccoli commerci. Le famiglie conservano ancora i valori di solidarietà, rispetto degli anziani e forte senso di appartenenza al "Fokonolona”, il villaggio della comunità. Dal punto di vista culturale, Vohipeno custodisce ricche tradizioni malgasce: musica, danze, proverbi, rispetto degli antenati e trasmissione orale della sapienza antica. La lingua e le usanze locali restano molto vive.  Per quanto riguarda la lingua. Non è facile, ma poco a poco la stiamo imparando. Un esempio è il saluto locale: "akory aby eee" a cui si risponde "tsara be, ...

LA SCUOLA DI AMBALAVAO

  LA SCUOLA DI AMBALAVAO La scuola è nata nel 1982 e si chiamava “toby san Carlo”, la responsabile era un’Associazione che aiutava i genitori poveri per poter mandare a scuola i bimbi. Nell’anno 1998 la scuola è diventata parrocchiale, cambiando il suo nome in “San Vincenzo de’ Paoli”. Nell’anno scolastico 2022-2023 la Diocesi di Fianarantsoa ha chiesto alla nostra Congregazione di prendere in mano la gestione. Rispetto all’anno scorso gli alunni sono aumentati, ora sono 175, e questo significa collaborare con 141 genitori e 16 insegnanti. I ragazzi si sforzano di studiare nonostante la povertà in cui vivono, soprattutto per la scarsa alimentazione. Anche i genitori cercano di pagare la retta scolastica nonostante le poche risorse che hanno. Siamo contente perché ora abbiamo una nuova biblioteca ed è un’occasione per i ragazzi per leggere e aumentare la loro cultura. La scuola organizza un ritiro ogni 3 mesi per gli alunni e per gli insegnanti. L’educazione non si es...

UN ALTRO ANNO E’ INIZIATO

  UN ALTRO ANNO E’ INIZIATO. LA NOSTRA SCUOLA IN PARAGUAY Dal 2012 abbiamo aperto una scuola dell’infanzia. Unica in Pinasco. Ora ci sono 26 bambini, e qualcuno continua sempre ad aggiungersi. Qui l’anno scolastico inizia a fine febbraio. Ma non tutti si iscrivono subito e non tutti frequentano fino alla fine dell’anno. Qui la vita è molto diversa. Non c’è molta perseveranza nelle cose. Forse l’ambiente in cui si vive determina questo aspetto. Qui la vita va con il meteo. Se piove non si fa nulla, perchè non si può fare nulla. Le case si riempioni di acqua. La luce viene tolta. Le strade sono fango. Se è molto caldo è molto faticoso lavorare. Perciò il carattere delle persone si forma su questo. E i ritmi e le scelte della vita si adattano al tempo. Per questo la scuola può diventare formativa. Anche se è solo per 3 ore al giorno. Alcune insegnanti della scuola elementare ci hanno detto che si nota la differenza dei bimbi che frequentano la nostra scuola. Nella scuola cerchiamo...

IL VILLAGGIO INDIGENO DI GENTERORY

IL VILLAGGIO INDIGENO DI GENTERORY Case di legno, giardini ampi, immersi nella foresta e a pochi metri da Puerto Pinasco, è il villaggio degli indigeni, della comunità di GenteRory. Venticinque famiglie, più o meno, tanti bambini, tante donne, pochi uomini. Dicono che loro lavorano nelle grandi fattorie di bestiame e tornano solo ogni tanto. Qualche famiglia però c’è. Sempre accoglienti, sempre circondati da animali, sempre lì ad attendere. Non è facile descrivere questo popolo originario, che sta alle radici di questo Paese. Un popolo nomade, ormai relegato in territori relativamente piccoli, ancora nel tentativo di condividere la vita con sorella natura. Gli indigeni sono stati sfrattati, calpestati, usati come schiavi. Nei secoli delle conquiste i gesuiti hanno tentato di proteggerli creando le Riduzioni, città nelle città, con un’invidiabile organizzazione sociale. I Padri missionari avevano compreso la grande intelligenza degli indigeni e le grandi capacità che avevano. Così con...

È `PASQUA ANCHE QUI

  È `PASQUA ANCHE QUI In questo primo mese di permanenza in Paraguay, ci sono due cose di cui ho parlato di più con la gente: il caldo e l’Italia. In un paese con il caldo ormai perenne, dove non c’è riparo ne’ di giorno, ne’ di notte, è normale che le persone che si incontrano per primo condividano lo stato físico sciolto da un clima cosí inospitale. E l’altra cosa, ovviamente, una volta scoperta la mia provenienza, mi chiedono se tutto ció che vedo è molto diverso dal mio paese. La vita qui ad Assuncion è molto simile a qualsiasi paese occidentale. Non manca nulla, la gente per lo piú è benestante, generosa, accogliente. Sicuramente la fede è un tratto distintivo. Esiste qui un modo particolare di salutarsi chiedendo a chi si incontra la benedizione. Si congiungono le mani e l’altro o l’altra tracciano un segno di croce, come un sacerdote benedicente. Questo è comune, anche tra sconosciuti. Ancor piú avviene tra amici. Ovviamente questo non sostituisce baci e abbracci con cui t...

MISSION IS POSSIBLE ANCHE PER IL 2026!

MISSION IS POSSIBLE ANCHE PER IL 2026!  Non è scontato, nemmeno dovuto, che i giovani oggi chiedano di partire per la missione, spendendo denaro e tempo, per realtà che conoscono appena, in 5 minuti di presentazione durante la serata di lancio dell’esperienza, insomma: tutto questo è un dono. Giovani che provengono dalle nostre Diocesi di Modena e Carpi, giovani al termine delle superiori, all’università, o che già lavorano. Giovani che hanno già girato il mondo e giovani al primo viaggio. Insomma non un profilo chiaro, identico, perfetto. Nell’incontro con loro quello che è parso comune è il desiderio di partire, per, come dicono loro, andare a fare volontariato! Solo nel cammino di formazione iniziano a scoprire che il volontariato che offriamo loro, in realtà, è missione. Perché il viaggio non è per fare e per costruire, per risolvere i problemi dei poveri e per farsi carico del mondo. Il viaggio è per stare e per conoscere, per incontrare e per condividere. E spesso è per s...