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IL MIO SECONDO VIAGGIO IN MADAGASCAR: UNA SCOPERTA DIVERSA

 


IL MIO SECONDO VIAGGIO IN MADAGASCAR: UNA SCOPERTA DIVERSA

Dall'inizio del mese di luglio, le mie giornate trascorrono accanto alle suore nelle fraternità malgascie di Ambandia, Ambohmadroso, Ambalavao, Analavoka e Alarobia.
È curioso osservare come, da un punto di vista ortografico, il nome di tutte le fraternità elencate inizino con la lettera A. 
Potrebbe essere una casualità, tuttavia mi piace pensare che la A, prima lettera dell'alfabeto, le accomuni sotto un grande cappello dal titolo 'Avere Cura'.
Lo penso animata dal fatto che sto facendo esperienza della loro missione quotidiana dell' 'Avere Cura' nei confronti di chi bussa alla porta e, altresì, nei confronti delle loro sorelle e della loro famiglia. 
'Avere Cura' è ben differente da 'Dare Cura', perché il verbo dare vuole significare il fatto di donare, concedere, prestare qualcosa che si possiede verso qualcun altro che non detiene quella determinata cosa.
Le suore, invece hanno cura, quindi sono pronte a dare amore e sostegno, nella stessa misura in cui sono pronte a ricevere la cura dagli altri: sono capaci di mettersi in ascolto e di crescere insieme alle comunità in cui operano, senza pretendere di essere le uniche a dare cura.
Ecco, questo atteggiamento di crescita comune insieme alla gente che abita la loro stessa terra, mi restituisce una consapevolezza rinnovata; 'Avere Cura' significa abitare con il proprio corpo e con la propria volontà tutte le situazioni con uno sguardo amorevole e fraterno.


Nel piccolo paese di Analavoka, immerso in mezzo ad ettari di steppa nel sud del Madagascar, ho conosciuto le bimbe e le ragazze della Casa Madre, un progetto gestito dalle suore volto ad accogliere bambine e ragazze che abitano lontano dalla scuola cattolica di Analavoka. Le suore le ospitano in una struttura nei pressi della loro fraternità dove possono mangiare, dormire, studiare insieme a scuola e giocare.
Quella con le giovani è stata un'esperienza di incontro che mi porterò a casa con gioia e gratitudine, perché ho ricevuto il loro affetto e la loro benevolenza; ci siamo divertite giocando insieme nel cortile della scuola e siamo state a vedere i centenari Baobab poco lontani dal villaggio.


Le foto di seguito le ho scelte per cercare di trasmettere la cura che ho ricevuto in questi giorni malgasci.
                  


Sabrina

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