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È `PASQUA ANCHE QUI

 





È `PASQUA ANCHE QUI

In questo primo mese di permanenza in Paraguay, ci sono due cose di cui ho parlato di più con la gente: il caldo e l’Italia. In un paese con il caldo ormai perenne, dove non c’è riparo ne’ di giorno, ne’ di notte, è normale che le persone che si incontrano per primo condividano lo stato físico sciolto da un clima cosí inospitale. E l’altra cosa, ovviamente, una volta scoperta la mia provenienza, mi chiedono se tutto ció che vedo è molto diverso dal mio paese.


La vita qui ad Assuncion è molto simile a qualsiasi paese occidentale. Non manca nulla, la gente per lo piú è benestante, generosa, accogliente. Sicuramente la fede è un tratto distintivo. Esiste qui un modo particolare di salutarsi chiedendo a chi si incontra la benedizione. Si congiungono le mani e l’altro o l’altra tracciano un segno di croce, come un sacerdote benedicente. Questo è comune, anche tra sconosciuti. Ancor piú avviene tra amici. Ovviamente questo non sostituisce baci e abbracci con cui tutti ti accolgono. Se proprio proprio si è un po' piú formali, allora rimane una stretta di mano. Ma un contatto c’è sempre. In fondo l’animo caliente dell’America latina è noto. Caliente il clima, caliente lo spirito.

La fede nella forma della devozione accompagna il quotidiano della gente, infatti basta entrare in qualsiasi casa che si trova un altare con quadri, statue, santini, candele, dedicati a Gesú, Maria, San Giuseppe, Padre Pio, San Francesco e San Expedito! Ebbene sí, esiste un santo per le cause urgenti, e a quanto pare è molto efficiente. Lungo la strada per andare in centro cittá le staccionate sono piene di ex voto, con cartelli di ringraziamento per la grazia ricevuta… grazie al’'intercessione di San Expedito. Solitamente è rappresentato con in mano una croce su cui e’ scritto hodie (oggi) e mentre schiaccia un corvo che pronuncia la parola cras (domani).

A parte queste pennellate più culturali, ció che in questo mese ho sentito risuonare più volte sono state le parole dell’Arcivescovo del Chaco. In due occasioni, nel giro di una settimana ha denunciato l’esistenza di affari loschi e disonesti all’interno dello Stato, e ha chiesto maggior impegno per costruire un paese più giusto e solidale, soprattutto con i poveri. E` arrivato a dichiarare la persistenza di una “economía di guerra”, poichè la mancanza di lavoro e di un salario sicuro, le vie di comunicazione che congiungono il nord del paese alla capitale che dipendono dal meteo lasciando le comunitá isolate, tutte queste ingiustizie portano alla delusione e alla potenziale guerra interna nel paese.


È una denuncia forte, che rispecchia una realtá fragile, corrotta, e quindi povera. Vivendo in Capitale di questo non ce ne si accorge, ma la gente lo sa. Appena si parla del Chiaco, tutti in qualche modo storcono un po’ il naso, perchè è un luogo isolato e a quanto pare con poche possibilitá di riscatto.

In tutto questo, tra caldo estremo e piogge che sono bombe d’acqua, che rendono le strade fiumi; in tutto questo tra fede e devozioni, che arricchiscono lo spirito perchè si respira in modo semplice la presenza di Dio; in tutto questo paese che si sta sviluppando, che offre angoli di paradiso, con vegetazione verde brillante e il cielo che si tinge di ogni colore; in tutto questo che ha volte sa di contraddizione, è Pasqua anche qui.

In questo angolo di mondo l’annuncio del Vangelo ci porta a fare festa, perchè Gesú risorto è vita per ciascuno e ciascuna di noi.

Suor Serena

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