MISSION IS POSSIBLE ANCHE PER IL 2026!
Non è scontato, nemmeno dovuto, che i giovani oggi chiedano
di partire per la missione, spendendo denaro e tempo, per realtà che conoscono
appena, in 5 minuti di presentazione durante la serata di lancio
dell’esperienza, insomma: tutto questo è un dono.
Giovani che provengono dalle nostre Diocesi di Modena e
Carpi, giovani al termine delle superiori, all’università, o che già lavorano.
Giovani che hanno già girato il mondo e giovani al primo viaggio. Insomma non
un profilo chiaro, identico, perfetto. Nell’incontro con loro quello che è parso
comune è il desiderio di partire, per, come dicono loro, andare a fare
volontariato! Solo nel cammino di formazione iniziano a scoprire che il
volontariato che offriamo loro, in realtà, è missione. Perché il viaggio non è
per fare e per costruire, per risolvere i problemi dei poveri e per farsi
carico del mondo. Il viaggio è per stare e per conoscere, per incontrare e per
condividere. E spesso è per sentirsi inadeguati, incapaci, fuori luogo,
stranieri e più poveri dei poveri.
È questo che già dal primo incontro del 21 e 22 febbraio
abbiamo iniziato a condividere con la quarantina di giovani che hanno scelto di
salpare nell’estate per il Malawi, lo Zimbabwe, il Madagascar, il Brasile,
l’Amazzonia, il Paraguay.
Mission is possible? Sì, anche per il 2026.
Articolo pubblicato sul giornale Diocesano Notizie il 15 marzo 2026