Passa ai contenuti principali

DALLA SCUOLA MEDIA FRANCESCO MONTANARI DI MIRANDOLA ALLA SCUOLA SAN FRANCESCO DI ANALAVOKA

DALLA SCUOLA MEDIA FRANCESCO MONTANARI DI MIRANDOLA ALLA SCUOLA SAN FRANCESCO DI ANALAVOKA

 


La scuola media Francesco Montanari di Mirandola da molti anni collabora con noi tramite un gemellaggio con la nostra scuola più povera ad Analavoka.
In questi anni hanno fatto diversi scambi di notizie. 

I ragazzi qui in Italia hanno raccontato la realtà che stanno vivendo tramite una lettera scritta in diverse lingue. E ci hanno fatto tantissime domande sui loro amici lontani, domande piene di curiosità, perché la realtà è davvero molto diversa. 

La scuola di Mirandola ogni anno attraverso laboratori realizza  oggetti, per venderli in varie occasioni. Il ricavato è devoluto per sostenere alcuni bambini della scuola di Analavoka nei loro studi.

                                                 
Anche i ragazzi in Madagascar hanno contraccambiato. Veramente grati e orgogliosi di avere nuovi amici che li aiutano e che dimostrano di volere loro bene. Con creatività hanno ringraziato, spiegando la loro vita e la loro cultura, soprattutto nel sud del Madagascar, dove abitano. Hanno preparato un “KABARY” che fa parte della cultura Malagasy e poi hanno danzato, poiché per i malgasci ballare è un modo di ringraziare. Hanno anche scritto diverse lettere per rispondere alle curiosità dei ragazzi italiani.


Gli scambi culturali e linguistici tra scuole di due paesi diversi rappresentano un valore aggiunto per l’educazione dei giovani, e permettono di consolidare le relazioni e la collaborazione. Aiutare dei coetanei è importante, non solo come gesto di generosità, ma come valore che rafforza il senso di comunità e di umanità.
Ringraziamo tutti i docenti 
che aiutano i ragazzi a fare queste iniziative, 
in una vicinanza di cuore, nonostante la distanza.

Post popolari in questo blog

DA FORLI' AL MADAGASCAR

DA FORLI' AL MADAGASCAR      Vorrei iniziare, presentando la situazione del mio paese: il Madagascar. Come tutti i paesi del Sud del mondo, l’85% del popolo malgascio è povero, nonostante le ricchezze che il Signore ci ha dato nel sottosuolo, come oro, zaffiri, diamanti, terre rare, nel mare con tante qualità di molluschi e pesci e sulla terra dove tra i prodotti più importanti, oltre il riso, che è il nostro primo alimento, produciamo frutti tropicali, vaniglia, caffè e cacao, che sono esportati, ma non certo a vantaggio del popolo. Nel 1960 abbiamo avuto l’indipendenza dalla colonizzazione francese, ma ancora oggi viviamo una grande dipendenza da essa. Nonostante la povertà, il popolo non si arrende e lotta giorno dopo giorno per poter vivere. Lo Stato non riesce a rispondere ai bisogni della gente, per questo sono pochi i ragazzi che possono frequentare la scuola, pochi quelli che possono curarsi in caso di malattia. Infatti mancano le strutture, gli ambulatori e gli ...

IL MIO SECONDO VIAGGIO IN MADAGASCAR: UNA SCOPERTA DIVERSA

  IL MIO SECONDO VIAGGIO IN MADAGASCAR: UNA SCOPERTA DIVERSA Dall'inizio del mese di luglio, le mie giornate trascorrono accanto alle suore nelle fraternità malgascie di Ambandia, Ambohmadroso, Ambalavao, Analavoka e Alarobia. È curioso osservare come, da un punto di vista ortografico, il nome di tutte le fraternità elencate inizino con la lettera A.  Potrebbe essere una casualità, tuttavia mi piace pensare che la A, prima lettera dell'alfabeto, le accomuni sotto un grande cappello dal titolo 'Avere Cura'. Lo penso animata dal fatto che sto facendo esperienza della loro missione quotidiana dell' 'Avere Cura' nei confronti di chi bussa alla porta e, altresì, nei confronti delle loro sorelle e della loro famiglia.  'Avere Cura' è ben differente da 'Dare Cura', perché il verbo dare vuole significare il fatto di donare, concedere, prestare qualcosa che si possiede verso qualcun altro che non detiene quella determinata cosa. Le suore, invece hanno...

MADAGASCAR, CONTRADDITTORIO MADAGASCAR

MADAGASCAR, CONTRADDITTORIO MADAGASCAR Se si dice Madagascar si pensa subito al mare cristallino, ai baobab e ai lemuri.  Ma il Madagascar è altro, è contraddittorio.  È il caos più totale di Taná e allo stesso tempo il silenzio assordante della periferia.  È i taxi brousse pieni di gente che portano sopra il  tetto i sacchi di patate e di riso.  È la terra rossa di Ampahimanga È sporcizia e poca igiene  È i cappelli di paglia  È la luce che salta e le stelle nel cielo  È una lingua un po’ cantilenata, il Malagasy  È strade sterrate piene di buche che sanno far venire il mal di mare  È sorrisi sdentati e pieni di amore  È i bambini che mendicano ma è anche bambini che cantano felici “Mandihiza rahitsikitsika” È i piedi scalzi, i vestiti bucati e sporchi, i pidocchi  È accoglienza  È avere nella stessa strada stretta bus, auto, persone, moto, bici e carri trainati dai buoi È un “ rahampitso milalao”  detto ai bimbi...